SOS Villaggio del Fanciullo di Trento


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Da Villaggio a Villaggio

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Da Villaggio a Villaggio


Da qualche anno il Villaggio collabora con l’Associazione Italia-Georgia-Trentino offrendo ospitalità al proprio interno a persone che arrivano in città dalla Georgia, attraverso l’Associazione, per affrontare cure mediche che nel proprio Paese non possono permettersi. In Georgia infatti, Stato con un’economia in situazione di stallo e quindi caratterizzato da ampie aree di povertà, la sanità e privata.
Per rafforzare questo vincolo di amicizia e collaborazione i responsabili dell’Associazione, dal 17 al 23 ottobre, hanno invitato il direttore del Villaggio a partecipare ad una visita ai progetti che, appoggiandosi alla Caritas locale e grazie all’intervento della provincia di Trento, essa realizza in quella regione caucasica. Per il direttore è stata l’occasione di vistare anche i due Villaggi SOS georgiani, uno nella capitale Tibilisi, l’altro nella città di Kutaisi.
Forte è stata l’impressione riportata, sostanzialmente per due ragioni: in entrambi i Villaggi, così come in quello di Trento, nella sala delle riunioni è appeso lo stesso quadro del nostro fondatore, il dott. Hermann Gmeiner a garantire la continuità di un pensiero e di un modello di accoglienza che si ripete in tutto il mondo. Chi vive l’esperienza del Villaggio, in qualsiasi Villaggio si trovi a passare, si sente come a casa sua: gli stessi atteggiamenti di fondo, lo stesso modo di interrogarsi per fare meglio e magari per ampliare l’offerta di servizi, lo stesso calore nelle relazioni, la stessa identità, un’architettura molto “simile” (soprattutto per quanto riguarda gli interni della varie “casette”), ecc. E’ bello pensare come un’idea, nata nel secondo dopo-guerra si sia dimostrata così feconda, capace di catalizzare le energie di persone diverse in parti così diverse del mondo.
La seconda ragione è questa: i Villaggi georgiani si inseriscono in una comunità che, per certi aspetti, ci porta indietro di diversi anni rispetto a quella che è la situazione italiana attuale (anche dal punto di vista delle leggi che disciplinano affidamento ed adozione). “Possono” quindi continuare ad essere ed operare proprio come Gmeiner li aveva pensati: insieme di famiglie che si costruiscono attorno ad una “mamma”, in cui i bambini/ragazzi si vivono come fratelli dentro una casa che vivono come la loro ed all’interno di un Villaggio come comunità allargata. E’ assolutamente bello “rivedere” quello che, per tanti anni è stato anche il Villaggio di Trento. Al tempo stesso si può vedere attraverso questa esperienza ciò che diceva Gmeiner, ovvero che i Villaggi devono corrispondere – anche culturalmente – a quelli che sono gli elementi caratteristici delle comunità in cui si inseriscono e devono con essi evolvere nel tempo. Il Villaggio di Trento si rapporta ad una società che è cambiata e che sta cambiando rapidamente ed è impegnato nello stare al passo: è un Villaggio diverso rispetto al suo passato ma è un Villaggio che non può essere diversamente da ciò che è. Tornando all’immagine di Gmeiner presente nei nostri Villaggi essa ci conferma che, attraverso i necessari cambiamenti, ciò che vale, ciò che conta è l’ispirazione di fondo, il pensiero che ha generato il tutto e che ancora si dimostra fantasiosamente fecondo e creativo. Si è di casa in tutti i Villaggi SOS del mondo…


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