SOS Villaggio del Fanciullo di Trento


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I servizi - introduzione

I nostri servizi

Il Villaggio fra passato, presente e futuro

I servizi attualmente proposti dal Villaggio si collocano su una linea continua rispetto al passato, cercando quindi di rendere attuali i quattro principi fondamentali individuati dal dott. Hermann Gmeiner, che attraversa il presente e che si proietta nel futuro andando a cogliere in questo caso gli sviluppi che suggeriscono rispettivamente le mutate condizioni sociali – con l’evidenziarsi di bisogni nuovi - ed i contributi delle scienze psicopedagogiche che molto hanno da dire sul “come” oggi vanno date le risposte alle emergenze presenti nella collettività.


Nel Villaggio sono quindi presenti servizi che rappresentano uno sviluppo diretto dell’idea originaria: le comunità familiari. All’interno di esse i cambiamenti verificatisi sono collegati principalmente a due fattori: è mutato il progetto di affidamento dei minori al Villaggio (ed in genere alle comunità di accoglienza), prevedendo la temporaneità della loro permanenza nelle comunità, l’orientamento del progetto ad un rientro nella propria famiglia di origine, il sostegno alla famiglia in difficoltà e al momento non in grado di accompagnare positivamente la crescita dei propri figli; la difficoltà a reperire persone motivate al ruolo di “Mamma-educatrice residenziale” all’interno del Villaggio.
Il primo fattore ha comportato un diverso carico di lavoro in capo alla “Mamma-educatrice residenziale” sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Per fronteggiare in modo efficace questa situazione sono stati affiancati alla “Mamma” altri operatori: due educatori di cui uno di sesso maschile ed una collaboratrice familiare. La casa famiglia, mantenendo quindi l’idea originaria della continuità di relazione data dalla presenza in casa di un persona che vive con i bambini ed i ragazzi, è venuta rafforzandosi di risorse e ciò ha, al tempo stesso, richiesto un rimando a metodologie di lavoro professionali tipiche di una equipe.
Il secondo fattore ha fatto sì che gradualmente le comunità familiari fossero gestite anche da equipe di cinque educatori in modo da rendere possibile la continuazione del servizio. Questa circostanza ha consentito di differenziare, all’interno del Villaggio, i progetti di accoglienza, ritenendosi alcune situazioni meglio gestibili da una equipe, altre che, al contrario, si sarebbero avvantaggiate dal clima proprio della casa famiglia in senso stretto.


Un altro servizio che si pone in continuità con il passato è quello della comunità per adolescenti (denominata formalmente gruppo appartamento). Nata per consentire una evoluzione di progetto all’interno del Villaggio offrendo la possibilità agli adolescenti di passare dalla casa famiglia ad un gruppo diversamente organizzato ed in grado di sollecitare maggiormente i loro percorsi verso l’autonomia, si è aperta gradualmente all’accoglienza di ragazzi provenienti direttamente dal territorio: situazioni queste difficili e complesse che hanno determinato un cambio di progetto pedagogico all’interno della comunità.


Anche le comunità per l’autonomia protetta (formalmente denominate domicili autonomi) sono presenti nella storia del Villaggio da molti anni. Rispetto ad esse il percorso di accesso può riguardare ragazze o ragazzi che in precedenza erano accolte nelle comunità familiari, ragazzi che vivevano nella comunità per adolescenti e ragazze e ragazzi direttamente provenienti dal territorio.


Tutti questi servizi sono riconosciuti dall’Assessorato provinciale alle Politiche sociali attraverso la prevista autorizzazione al funzionamento.


Nel pensiero del dott. Hermann Gmeiner doveva esserci attenzione sempre nei confronti di ragazzi che usciti dal Villaggio, si fossero trovati successivamente in condizioni di difficoltà. Questo pensiero si è arricchito nel tempo dell’idea che ragazzi motivati e meritevoli potessero essere sostenuti positivamente nei loro progetti anche nel momento in cui avessero lasciato il Villaggio. Fanno parte di questi servizi gli interventi a favore di ex ragazzi e le borse di studio destinate a sostenere il recupero o il proseguimento degli studi anche a livello universitario.

Servizi, progetti ed interventi nati invece più recentemente in risposta a bisogni emergenti e quindi in un certo senso innovativi sono la messa a disposizione di appartamenti per l’accoglienza temporanea di mamme con bambino, i progetti di post-accoglienza, gli interventi di educativa domiciliare e il progetto di sostegno alla genitorialità.

A parte il primo, reso possibile dalla disponibilità di alcuni appartamenti in città che nel tempo generosamente benefattori hanno donato al Villaggio, gli altri si inseriscono su un pensiero forte che è quello di voler pervenire alla migliore realizzazione del progetto di affido secondo quanto disposto dalla legge. Si tratta infatti di interventi in cui si cerca di affiancarsi, in varie fasi del progetto, ai genitori (ed ai bambini e ragazzi) in modo tale da aiutarli a recuperare e rinforzare competenze e capacità che consentano non solo il rientro in famiglia, ma un rientro che dia garanzie di sostenibilità e di positività nel tempo.

Altri servizi:
- Residenzialità familiare assistita
- Centro Diurno
- Accoglienza mamma con bambino
- interventi a favore dei profughi


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