SOS Villaggio del Fanciullo di Trento


Vai ai contenuti

Menu principale:


La Metodologia - introduzione

Metodologia

L'accoglienza dei bambini è il cuore dell'esperienza di Villaggio: nell'economia possibile di risorse e tempi tutto vuole essere finalizzato ad offrire loro il meglio. Per questo l'azione di cura, di accompagnamento, di sostegno è costantemente accompagnata da una metodologia esplicita e consapevole che cerca di raccogliere concretamente dentro un pensiero generale riflessioni, esperienze e buone prassi che caratterizzano il nostro lavoro, anche cogliendo le sollecitazioni via via portate dalla ricerca nell'ambito della tutela e promozione della famiglia. In realtà è un pensiero necessariamente in continua evoluzione, che deve rendersi capace di integrare via via il "nuovo" che emerge e con cui ci si incontra e confronta.

Alcuni pensieri che potremmo definire “fondativi” si propongono con particolare evidenza: si possono cogliere in maniera trasversale nelle tre fasi in cui il percorso di accoglienza viene idealmente suddiviso: ammissione, presa in carico e dimissione/post-dimissione. Sono quelli che poi trovano implementazione attraverso i vari strumenti metodologici di cui il Villaggio dispone.

Un primo pensiero è quello della responsabilità. Ogni passaggio attraverso cui si realizza l'organizzazione dei servizi e si articola ciascun progetto deve essere caratterizzato dalla possibilità di individuare chiaramente i tipi ed i livelli di responsabilità che lo accompagnano. In campo sociale ciò rimanda anche ad una dimensione di corresponsabilità con tutti i soggetti implicati nel progetto di accoglienza: è questo il di rete, fortemente evidenziato come necessario per una presa in carico professionale e attenta.


Un secondo pensiero riguarda la qualità della comunicazione, sottolineando la necessità di costruire contesti - fisici e relazionali - rispettosi e attenti ai bisogni e alla condizione del bambino, nel momento in cui occorre dare informazioni importanti sulla sua vita, come accade in particolare nel momento dell'accoglienza e della dimissione, ma anche in tutte le situazioni in cui vi siano delle decisioni importanti da prendere. Da questo punto di vista il bambino è presentato come soggetto competente e attivo, che - tenendo conto della sua età e delle sue personali risorse - va messo il più possibile nella condizione di alla definizione del suo percorso, o comunque di conoscere sempre e se possibile comprendere le decisioni che gli adulti prendono a sua tutela e nel suo interesse. La qualità della comunicazione è altrettanto essenziale nella interazione fra tutti gli operatori del Villaggio e fra questi e gli altri soggetti “esterni” che si incontrano nella dimensione della rete.

Un altro pensiero riguarda le famiglie di origine: così come è ritenuta fondamentale, nella misura in cui è possibile, la partecipazione del bambino e del ragazzo, altrettanto si può dire della partecipazione dei suoi genitori, anche in questo caso nei modi e nei tempi opportuni e possibili. Alla famiglia intendiamo guardare soprattutto con la volontà di offrire sostegno, accompagnamento, possibilità di crescita e di cambiamento.

I progetti, gli strumenti, le procedure metodologiche - è questo un altro pensiero - tengono insieme per così dire due anime quasi opposte, quella della generalizzabilità di alcuni parametri e quella della flessibilità: mentre vengono definite ad esempio “prestazioni minime” che devono essere garantite a tutti i bambini, molta attenzione viene parallelamente posta alla necessità di personalizzare gli interventi, di andare vicini alla situazione di ciascuna famiglia, di studiare di volta in volta i passaggi da fare nel costruire delle buone prassi. Da questo punto di vista progetti, strumenti e metodologie si pongono come cornice di riferimento e garanzia di qualità degli interventi, senza vincolare e burocratizzare ciò che rimane il cuore dell'accoglienza, ovvero la costruzione di relazioni positive e di legami che possano creare sicurezza.

Un ultimo pensiero, relativamente recente, riguarda il come rendere costruttiva al Villaggio la presenza di bambini, ragazzi, famiglie che appartengono a contesti culturali (e talvolta religiosi) diversi tra loro: è necessario che il progetto generale di Villaggio sviluppi da questo dato di fatto percorsi concreti di integrazione e contemporaneamente un pensiero generale che possa permeare di sé ogni aspetto della vita della comunità.

L'impianto metodologico può essere inteso dal punto di vista organizzativo (organigramma, organizzazione dell'attività), dal punto di vista pedagogico (progetti) e dal punto di vista procedurale (standard Quality4children).


Home Page | Chi siamo | I nostri servizi | Metodologia | Rapporti col territorio | Come aiutarci | Servizio civile | News | Mappa del sito


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu