SOS Villaggio del Fanciullo di Trento


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La progettazione pedagogica

Metodologia

La progettazione pedagogica

La progettazione pedagogica del Villaggio si articola su tre livelli:

  • progetto pedagogico generale
  • progetto educativo di casa
  • progetto educativo personalizzato.


Esiste fra i tre livelli una necessità logica di coerenza e coordinamento.

Progetto pedagogico generale è il contesto esplicito - rigoroso, coerente, condiviso e trasferibile - in cui reperire un criterio giustificato tramite il quale decidere, attuare e valutare le molteplici azioni che l'educatore mette in atto (da solo, con altri colleghi e/o con professionisti e soggetti della rete). Tale contesto si traduce in un sistema di finalità che viene definito sulla base dei fini posti a fondamento e orientamento del Villaggio stesso. Il sistema di finalità nasce da un lavoro dedicato all'individuazione delle disposizioni, vale a dire quelle potenzialità della persona - anche non manifeste o non compiutamente manifeste - che si individuano nel bambino e nel ragazzo e che l'intervento educativo deve portare ad attuazione nel corso della realizzazione del progetto. In esso le disposizioni vengono organizzate in “mappe” che consentiranno successivamente la realizzazione dei progetti educativi diversificati in relazione alle specifiche condizioni di esercizio (progetto educativo di casa) e personali (progetto educativo personalizzato).progetto mette al centro la Persona cui va il riconoscimento di quelle prerogative che le sono state assegnate dal pensiero personalista. In tale prospettiva la Persona è unica, orientata verso la realizzazione di sé, fine a se stessa e pertanto non strumentalizzabile, libera, orientata alla propria realizzazione contestualmente alla realizzazione delle altre persone, soggetto di diritti e di doveri.


Il sistema di finalità del progetto è organizzato secondo sei ambiti:

a) interiore-caratteriale, che ha a che fare con la parte più intima della persona e le sue connotazioni spirituali, religiose e caratteriali;

b) cognitivo-conoscitivo, relativo alla capacità della persona di comprendere la realtà che la circonda e di apprendere ciò di cui ha bisogno nella vita;

c) etico-valoriale, che si occupa dei valori significativi all'interno di un determinato contesto e si riconduce ad una dimensione individuale e ad una dimensione sociale;

d) affettivo-relazionale, che riguarda gli scambi più profondi tra persone, le emozioni, i sentimenti, le relazioni educative e le relazioni affettive;

e) sociale-relazionale, che riguarda le capacità di aprirsi al mondo, di integrarsi nei contesti sociali, di gestire relazioni allargate;

f) pratico-operativo, che riguarda la capacità di prendersi cura di sé, di gestire la propria vita, di collaborare ad attività quotidiane, di esprimersi sul piano fisico-motorio e manuale.

Gli ambiti considerati non sono indipendenti fra loro: sono al contrario in parziale e reciproca sovrapposizione, hanno tra di loro zone di intersezione.

Nel progetto ad ogni ambito corrisponde, come detto in precedenza, una mappa in cui vengono poste "gerarchicamente" delle finalità concrete a partire da quelle più semplici fino a raggiungere la finalità apicale. La logica del progetto vuole che si parta "dal basso" (finalità semplici) per procedere verso l'"alto" (finalità apicale) senza saltare passaggi. Le sei mappe disposizionali, inoltre sono graficamente descritte in modo tale da segnalare un percorso parallelo che è quello che vede lo sviluppo del bambino passare gradualmente da finalità soggettive (che riguardano se stesso) a finalità sociali (che riguardano il rapporto con gli altri).
(Villaggio SOS di Trento, Progetto pedagogico, a cura di Luca Agostinetto e Luca Moser)

Il Progetto (annuale) di casa è, per così dire, la prima concretizzazione del progetto generale o, se vogliamo, il passaggio necessario affinché le "previsioni" enunciate nel progetto generale, si trasferiscano coerentemente nei progetti individuali di ogni singolo bambino e ragazzo.

Il progetto annuale di casa, che deve tener conto delle trasformazioni che nel tempo avvengono all'interno del contesto comunitario (trasformazioni come cambiamenti evolutivi dei bambini e dei ragazzi ma anche come cambiamenti nelle condizioni di esercizio dell'azione educativa), diventa quindi la matrice dei progetti educativi personalizzati e delle programmazioni, sta a fondamento della gestione di ogni casa e dell'agire professionale dell'equipe e dei singoli educatori. Esso diventa la garanzia che le azioni educative, svolte da ogni educatore all'interno delle attività che caratterizzano in modo specifico ogni diverso contesto educativo (ogni "casa") siano intimamente connesse alle disposizioni proprie di ciascun bambino e ragazzo e ciò consentirà il raggiungimento della "forma singolare" di ognuno di loro.

I progetti annuali di casa, quindi, nel rifarsi tutti al progetto pedagogico generale, sono fra di loro diversi, non sono "neutri" rispetto alla loro forma, non sono applicabili ed utilizzabili indifferentemente da una casa all'altra (non sono "moduli" da riempire), non sono validi se non nel tempo previsto in ciascuno di essi. Vanno quindi periodicamente aggiornati e modificati.

Il progetto annuale di casa è organizzato attraverso un ordinato sistema di obiettivi ed attività idonee all'agire educativo che ripercorrono i sei ambiti previsti nel progetto pedagogico generale. E' frutto di un vigoroso processo ideativo che lo accompagna nella concreta implementazione tipico di ogni gruppo di lavoro che sfocia nel marcare fortemente il carattere di originalità e di aderenza al contesto considerato di ciascun progetto.
(Villaggio SOS di Trento, I progetti educativi di Casa, a cura di Luca Agostinetto)

Il Progetto educativo personalizzato viene redatto tenendo conto dei contenuti della relazione di inserimento presentata dal Servizio sociale e delle prescrizioni contenute negli eventuali Decreti del Tribunale per i Minorenni ed è aggiornato coerentemente agli obiettivi definiti nel progetto globale di intervento.

Il progetto educativo individualizzato descrive l'intenzionalità educativa assunta dall'equipe che accoglie il bambino dopo un periodo di osservazione e di conoscenza reciproca, realizzate anche mediante il confronto e l'ascolto del bambino e, dove possibile, della sua famiglia.

I contenuti previsti nel progetto sono:

  • la descrizione degli elementi rilevanti della storia personale e familiare;
  • la descrizione delle capacità e delle disposizioni del bambino;
  • gli obiettivi di crescita, personalizzati e realizzabili nel tempo previsto di durata del progetto;


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