SOS Villaggio del Fanciullo di Trento


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Le Comunità di autonomia protetta

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Le comunità di autonomia protetta


Ove necessario il Villaggio, in accordo con il Servizio sociale, accompagna il ragazzo anche dopo il raggiungimento della maggiore età: è questo il progetto di autonomia protetta che si concretizza attraverso la messa a disposizione di due appartamenti e di due educatori. Questo servizio fa riferimento al “Progetto maggiorenni” del Villaggio. Il progetto è orientato a portare il ragazzo/a a condizioni di autosufficienza e per questo, nel tempo in cui egli vive in comunità, si cerca di promuovere e valorizzare al massimo la sua presa di consapevolezza, l'assunzione di responsabilità e la messa in atto delle proprie conoscenze, competenze e capacità.


Il primo passaggio che, da questo punto di vista, il ragazzo/a affronta è quello di formulare per iscritto una domanda alla direzione del Villaggio nella quale egli esplicita la sua richiesta di poter proseguire il proprio percorso all'interno del Villaggio stesso. La domanda è corredata da un progetto personale nel quale il ragazzo/a descrive gli obiettivi che intende perseguire, le risorse di cui dispone, gli impegni che si assume ed i prevedibili tempi di permanenza in comunità (complessivamente non più di tre anni). Il ragazzo/a può scegliere se cercare una occupazione o proseguire gli studi: nel primo caso egli dovrà utilizzare il proprio reddito per mantenersi ed impegnarsi allo stesso tempo a realizzare un risparmio mensile che gli consenta di accantonare risorse economiche per il momento in cui dovrà affrontare da solo la propria vita. Nel secondo caso egli si impegnerà invece a frequentare l'università e a completare l'iter formativo nei tempi previsti dal proprio corso di studi. Non potendo lavorare riceve ogni mese dal Villaggio una borsa di mantenimento che gli consente di affrontare le spese personali. L'ospitalità in appartamento, tanto se il ragazzo/a lavora quanto se studia, è invece a titolo gratuito così come le utenze di casa.


Nel progetto il ragazzo/a viene particolarmente stimolato ad attivare in modo diretto l'interazione con la realtà sociale di cui è parte, gestendo direttamente i rapporti con le istituzioni formative (università), il mondo del lavoro, i servizi sociali, la propria famiglia le agenzie per il tempo libero, ecc.
comunità per l'autonomia protetta sono due: una maschile situata in un appartamento in città ed una femminile che occupa invece una casa all'interno del Villaggio. Si tratta in entrambi i casi di appartamenti ampi che consentono in particolare combinazioni di camere singole o a due letti.
comunità non sono gestite da figure educative residenziali: l'educatore è presente in esse nel corso della giornata ed ha funzioni di verifica e sostegno sia nei confronti del singolo che del gruppo. In particolare cerca di accompagnare i ragazzi/e nell'assunzione degli impegni reciproci legati alle gestione quotidiana della casa e ad una relazione che sia caratterizzata dalla correttezza. Tutto questo trova riferimento nel regolamento di comunità che viene realizzato con la loro partecipazione.


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