SOS Villaggio del Fanciullo di Trento


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Le Comunità familiari

I nostri servizi

Le comunità familiari

Le tipologie di servizio proposte dal Villaggio rientrano in quelle previste dal "Catalogo delle Tipologie di Servizio" della Provincia Autonoma di Trento. In particolare quelle in cui è più evidente lo specifico approccio pedagogico ed educativo che noi proponiamo appartengono alla categoria denominata "casa famiglia e gruppo famiglia". Nella terminologia interna di Villaggio si parla di "comunità familiari".

Si tratta di sette comunità residenziali che normalmente accolgono fino a sette bambini/e successivamente accompagnati fino al loro rientro in famiglia o, quando non ve ne siano le condizioni, verso affidamenti familiari e adozioni o, nel caso in cui questi percorsi non siano attuabili, fino al raggiungimento di un'adeguata autonomia.

In ciascun "nucleo familiare" il ruolo genitoriale è di solito assunto da una donna (potrebbe trattarsi anche di una coppia), tradizionalmente chiamata "Mamma SOS", oggi "Educatrice residenziale", che vive stabilmente con i minori accolti e che si dedica a tempo pieno alla loro cura ed educazione. L' educatrice residenziale collabora con due educatori professionali, di cui almeno uno di sesso maschile, con i quali costituisce l'equipe educativa. Il gruppo di lavoro è integrato dalla presenza di una collaboratrice familiare.


La comunità familiare, in assenza di “Educatrice residenziale” è gestita da una equipe mista di cinque educatori: la presenza di questa modalità organizzativa consente di realizzare accoglienze diversificate a seconda dei bisogni dei bambini di cui è proposta la presa in carico. Anche in questo tipo di comunità si cerca di mantenere il clima famigliare proprio della casa famiglia: l’accoglienza al bambino o al ragazzo è vissuta da adulti che si propongono in un ruolo genitoriale. Molta cura è posta nella stesura degli orari di presenza degli educatori in modo che essi siano conosciuti e prevedibili per i bambini ed i ragazzi e che garantiscano il massimo di continuità possibile alle relazioni con loro.

Ogni gruppo di bambini e ragazzi vive in una casa unifamiliare che costituisce il luogo dell’intimità delle relazioni, diventando pertanto, oltre ad una semplice struttura abitativa, il contesto psicologico nel quale ciascuno può sentirsi a proprio agio e sperimentare quelle relazioni personali e di gruppo indispensabili per il proprio sviluppo individuale e sociale.

La casa è spaziosa: in particolare le camere sono per due bambini/ragazzi e, se possibile, all’adolescente viene fatta fare l’esperienza di una camera propria. Ogni casa del Villaggio, pur identica alle altre nella struttura architettonica, ne differisce per l’arredamento e la personalizzazione degli ambienti. Essa risulta caratterizzata da uno stile “personale” inizialmente ispirato alla sensibilità degli educatori e successivamente arricchito dai suggerimenti, dalle proposte e dalle richieste avanzati dai ragazzi che diventano grandi.


I bambini, proporzionalmente alla loro età ed alle loro capacità ed attitudini, partecipano insieme agli educatori alla conduzione della casa, condividendo ciò che in essa succede, secondo le modalità di una normale vita familiare.

L’equipe gestisce un assegno mensile operando anche attraverso questo scelte importanti che vanno nella direzione di rendere gli interventi il più possibile vicini a quelli di un tipico
menage famigliare.

All’interno della casa i bambini hanno la possibilità di stringere relazioni con altri bambini e bambine della stessa età e di età diverse in questo modo sperimentando concretamente sentimenti ed emozioni in un quadro di condivisione e solidarietà reciproca.

Ciascuna casa si raccorda alle altre del Villaggio, sollecitando ed alimentando in ciascun bambino e ragazzo esperienze di socializzazione e di amicizia. La possibilità di vivere anche tale dimensione comunitaria di “Villaggio” rende le case adatte all’accoglienza di gruppi di fratelli, in quanto, qualora non fosse possibile o opportuno accogliere i fratelli in una stessa casa li si può accogliere in case diverse rimanendo per loro la possibilità di frequentarsi quotidianamente.


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