Accoglienza a minori in difficoltà familiare in sinergia con i Servizi Sociali Territoriali ed il Tribunale dei Minori
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Progetto educativo Villaggi SOS Italia

“I Villaggi SOS”

  • Costituiscono una forma di aiuto a minori che versano un stato di temporaneo abbandono, realizzando progetti educativi concordati con i servizi territoriali competenti;

  • Garantiscono ai minori la possibilità di continuare la crescita psicofisica all’interno di una casa a dimensione familiare anche insieme ai propri fratelli e sorelle;
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  • Impegnano una donna, abitualmente chiamata Mamma, motivata e preparata ad assolvere funzioni genitoriali per il tempo necessario, di norma medio lungo, gestendo una casa, condividendo la sua vita con i minori e avvalendosi del supporto di operatori professionali di varie competenze, residenti e non residenti e di consulenti esterni;

  • Si adoperano affinché ciascun minore mantenga i rapporti con la famiglia di origine in vista del migliore inserimento futuro a livello familiare e sociale.



Mandato sociale


I villaggi SOS fanno parte di una organizzazione internazionale con sede a Innsbruck e presente in più di cento paesi del mondo e rappresentano una risorsa specifica a disposizione del territorio. In quanto comunità di tipo familiare, oggi si inseriscono a pieno titolo fra le risposte previste dalla legge 184/83 sulla “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”. Essi, dunque, per la peculiarità dell’idea che li ha ispirati sin dal 1949, appartengono ad una realtà transnazionale, ma per le finalità operative appartengono alla comunità locale ed al suo disegno globale assistenziale-educativo. I Villaggi, infatti, rappresentano un elemento del più vasto sistema integrato di risorse di un determinato territorio.

La cooperativa dei cittadini volontari


I Villaggi si sviluppano, oltre che per una propria spinta interna, anche per un equilibrato e libero approccio agli interessi generali della collettività.Si configurano nel sistema organizzativo/gestionale come una cooperativa costituita da cittadini volontari di un determinato territorio che soddisfano il bisogno di estrinsecare in modo organizzato e produttivo la propria scelta di impegno di volontariato. Sono amministrati da soci che operano gratuitamente, senza fini di lucro anche in modo indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà. Si affiancano all’Ente Locale, ampliando così le risorse comuni e collaborano con l’istituzione pubblica a favore dei minori.

Linee fondamentali del progetto pedagogico


La famiglia è e rimane l’ambiente ottimale per il normale ed integrale sviluppo dell’uomo.
Il suo ruolo permane sempre, anche in presenza di difficoltà, e non può essere assunto del tutto da nessuna istituzione.


I – PRINCIPI DI ORGANIZZAZIONE

  • Il Villaggio SOS si configura come una particolare comunità socio-educativa per soggetti in età evolutiva con situazioni familiari a rischio e inadeguate sul piano assistenziale ed educativo.

  • Dal punto di vista organizzativo la particolarità del Villaggio SOS è data dall’essere una comunità che comprende in modo irrinunciabile:
  1. Costituzione di nuclei familiari denominati famiglia SOS e come tali funzionanti.
    In ciascun “nucleo familiare” il ruolo genitoriale è assunto da una donna, la “Mamma SOS”.
    Ella vive stabilmente con i minori e si dedica a tempo pieno alla loro educazione, vivendoli come figli ed aiutandoli a rapportarsi come fratelli e sorelle; con tali presupposti, la casa, oltre ad essere una semplice struttura abitativa, diventa soprattutto il contesto psicologico nel quale ciascuno si sente a proprio agio e sperimenta quelle relazioni “familiari” indispensabili per lo sviluppo individuale e sociale della persona.
  2. L’esistenza di una direzione, affidata ad un direttore residente nel Villaggio, con compiti di coordinamento, aiuto e garanzia della effettiva attuazione del Progetto Educativo; di responsabilità nell’esecuzione di quanto deliberato dagli organi statutari della Cooperativa, e nella gestione dei rapporti con la Magistratura minorile e gli Enti Pubblici;
  3. La presenza di uno staff di educatori e di servizi di supporto;
  4. La consulenza psicologica sistematica, intesa come supporto socio-educativo culturale per favorire l’impianto e lo sviluppo delle relazioni interpersonali;
  5. Una commissione Tecnica psicopedagogia con compiti di promozione ed elaborazione di linee progettuali generali.


Ciascuna “famiglia SOS”

  1. È formata al massimo da 5/6 minori di ambo i sessi;
  2. È in grado di tenere uniti i fratelli naturali ponendoli nella condizione di continuare a vivere insieme e di non interrompere i vincoli affettivi già vissuti e sperimentati;
  3. Dispone di una abitazione che, pur inserita nel Villaggio, ha una sua indipendenza;
  4. Ha una economia propria
  • Ciascuna famiglia, pur strutturata ed organizzata in modo indipendente, si raccorda alle altre famiglie del Villaggio, sollecitando ed alimentando in ciascun componente esperienze di condivisione, di solidarietà e di socializzazione.

  • I minori rimangono nel Villaggio fino al rientro nella famiglia di origine; nei casi in cui tale rientro non è possibile, fino al raggiungimento di un’adeguata autonomia, intesa come capacità di gestire e di dirigere la propria vita.
    In genere, comunque, nel corso dell’adolescenza, il Villaggio offre l’opportunità di continuare il processo di sviluppo nella Casa dei giovani, che è una sua specifica struttura.

  • Il Villaggio assicura ai minori condizioni naturali di vita simili a quelle che vivono i figli di ogni “buona” famiglia: garanzia di contatti esterni, soddisfacimento di bisogni ssenziali, adeguate opportunità di sviluppo, cura della persona, qualificazione del tempo libero all’interno e all’esterno, ecc..
    Il Villaggio utilizza le strutture pubbliche ed ecclesiali per la frequenza scolastica, per l’assistenza sanitaria e la formazione religiosa e per le attività culturali e ricreative.
    Assicura attenzione e sostegno a coloro che lasciano il Villaggio per qualsiasi motivo (inserimento autonomo nella società, rientro nella famiglia d’origine, prosecuzione di studi in altre sedi, ecc.).

II – FINALITA’ EDUCATIVO - FORMATIVE E STILE DI VITA


Ciascuna famiglia del Villaggio SOS ed il Villaggio nella sua totalità sono impegnati a:

  1. Ricreare per il minore, per quel che è materialmente e psicologicamente possibile, un ambiente di vita idoneo a favorire lo sviluppo integrale della persona;

  2. Assicurare a ciascun soggetto stimolazioni ed esperienze capaci di favorire la scoperta o la riscoperta di affetti, fiducia e sicurezza

  3. Educare alla fratellanza, alla solidarietà, alla giustizia ed alla pace, affermando e testimoniando con comportamenti quotidiani che ciascuna persona è un valore ed ha una sua dignità e che tale dignità deve essere rispettata sempre, dovunque e comunque;

  4. Vivere la sobrietà, superando ogni forma di consumismo e di spreco;

  5. Creare le condizioni per le pari opportunità nello sviluppo, ricercando misure e strategie atte ad eliminare, o quanto meno a ridurre, ogni forma di svantaggio manifestata;

  6. Curare di concerto con i servizi sociali il rapporto con le famiglie di origine dei minori per consentirne il rientro quando possibile.

Lo stile di vita del Villaggio SOS e delle singole famiglie è quello democratico. Più che un dato, esso è il risultato di un intelligente e permanente lavoro educativo-formativo, che impegna tutti, piccoli e grandi, a:

  1. Legittimare il ruolo degli altri;

  2. Sentirsi legittimati nel proprio ruolo;

  3. Considerare la propria vita e le proprie azioni come importanti ma complementari a quelle degli altri.
Per acquisire e realizzare tale stile, è indispensabile che ciascuna persona sperimenti ed impari che nella vita occorre a volte essere capaci di ubbidire ed a volte essere capaci di comandare.


III – PIANO EDUCATIVO PERSONALIZZATO


L’affidamento del minore alla comunità del villaggio è proposto dal Servizio Sociale competente per territorio o dal Tribunale per i Minorenni secondo le modalità previste dalle norme vigenti.
Lo staff del Villaggio valuta attentamente la situazione nella sua globalità e la possibilità di ammissione del minore. In caso contrario e in funzione del preminente interesse di quest’ultimo, se necessario, si adopera con il servizio sociale ad individuare altre soluzioni più opportune.
L’accoglienza del minore da parte del villaggio, comunque, è subordinata, oltre che alla presentazione della prevista documentazione, amministrativa, sanitaria e sociale, anche e soprattutto ad un percorso osservativo comprensivo, tra l’altro, di esperienze di incontro tra persone (minore, genitori, operatori del Villaggio, responsabile di servizio sociale, ecc.)
Successivamente, gli operatori del Villaggio, con la partecipazione dei servizi territoriali, del Tribunale per i Minorenni (se competente) e della famiglia d’origine (quando possibile), predispongono un piano educativo personalizzato.

Tale piano raccoglie i risultati della osservazione sistematica in ordine a:

  • L’anamnesi sociale nelle sue prospettive evolutive;
  • Il profilo dinamico personale;
  • Gli obiettivi (cognitivi, affettivi, relazionali) a breve, medio e lungo termine;
  • Il percorso educativo, i suoi contenuti, le prevedibili tappe;
  • I soggetti coinvolti (operatori, insegnanti, servizio sociale, famiglia d’origine, ecc.) e l’apporto che ciascuno di essi è chiamato a dare;
  • Metodi di lavoro, strategie, risorse;
  • Accordi, intese, convenzioni necessarie;
  • Modalità di verifica “in itinere” e finali.



IV – FORMAZIONE PERMANENTE DEGLI OPERATORI

  • Tutti gli aspiranti operatori dei Villaggi, previa selezione di carattere motivazionale e psicoattitudinale, devono effettuare un periodo di prova ed un Tirocinio pratico. Le aspiranti “mamme”, oltre alla prova ed al Tirocinio, seguono un corso teorico/pratico residenziale.
  • A livello locale, il Villaggio, annualmente, con l’apporto della Commissione Tecnica psicopedagogica , predispone un piano di aggiornamento (almeno 50 ore) coinvolgendo tutto il personale anche nella fase di programmazione e prevedendo all’occorrenza la partecipazione di esperti esterni.
  • A livello nazionale, di norma annualmente, vengono organizzati “stage” cui partecipano dirigenti e “mamme” di tutti i Villaggi d’Italia. Sempre a livello nazionale, operano con sistematicità tre Gruppi di studio rispettivamente sull’approfondimento di tematiche operative, psicopedagogiche e giuridiche.
  • A livello internazionale, presso l’Accademia Psicopedagogica di Innsbruck, dirigenti e rappresentanza di “mamme”, insieme ai loro colleghi europei, partecipano a seminari e a gruppi di studio programmati. Questi incontri sono finalizzati allo scambio di esperienze, alla messa a punto di progetti collettivi, in campo educativo ed assistenziale, all’elaborazione e verifica del “Programma di lavoro per l’Europa”.
  • I singoli Villaggi, o per essi l’Associazione Nazionale Amici Villaggi SOS, favoriscono la partecipazione volontaria degli operatori a tutte quelle occasioni formative esterne (convegni, seminari, corsi, ecc.) ritenute utili per l’arricchimento della professionalità, ed in tal caso ne sostengono in parte o in tutto i relativi costi economici.


V – VERIFICHE

  • La verifica si configura come valido percorso formativo per quanti sono coinvolti nel progetto e costituisce, per tutti gli organismi societari (Villaggio, Associazione, Federazione, ecc.), risorsa e stimolo per attivare processi di sviluppo.

  • In particolare, l’Associazione Nazionale effettua la verifica su tutto il progetto e presta specifica attenzione sui principi di organizzazione e sulla formazione permanente degli operatori, secondo modalità che riterrà opportuno adottare. Ciascun Villaggio, collegialmente, effettua la verifica sull’efficienza di tutto il Progetto e presta specifica attenzione alle finalità, al Piano Educativo personalizzato ed alla formazione permanente degli operatori. A tal fine, annualmente, il Presidente del Villaggio predispone una relazione scritta e la invia alla Associazione Nazionale. L’Associazione Nazionale a scadenza triennale organizza una conferenza dei propri servizi per verificare la validità dei percorsi intrapresi e realizzati nei Villaggi SOS italiani e per predisporre una relazione da trasmettere alla Associazione SOS Internazionale.

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