SOS Villaggio del Fanciullo di Trento


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Progetto sostegno alla genitorialità

I nostri servizi

Progetto di sostegno alla genitorialità
“insieme: percorsi per favorire il rientro dei minori nella loro famiglia di origine”

Nel progetto di accoglienza del bambino la cura dei legami con i genitori naturali - nei modi e nei tempi realisticamente possibili e comunque sempre nel rispetto delle indicazioni contenute nel Decreto del TM e della progettualità complessiva costruita con il Servizio sociale - è un obiettivo primario.

Gli educatori sostengono e promuovono la relazione del minore accolto con i suoi genitori in maniera sia diretta, sia indiretta: da un lato, infatti, accompagnano e curano i momenti di visita programmati presso il Villaggio (anche in regime protetto, laddove previsto), informano i genitori sugli aspetti più significativi della quotidianità del bambino, si confrontano laddove possibile con loro sulle strategie educative condivise dall'equipe, anche al fine di sostenere una coerenza e un'alleanza tra adulti; più indirettamente, invece, gli educatori accompagnano e sostengono il legame genitore-figlio aiutando il bambino a prendere consapevolezza del proprio percorso familiare e personale, tenendo sempre presenti i genitori e sostenendo le parti “buone” che questi portano nella relazione col bambino.


Il Villaggio sta inoltre implementando una metodologia di lavoro partecipativo, che consenta al minore stesso di esprimersi il più liberamente possibile, anche in merito ai suoi desideri e bisogni rispetto alla famiglia di origine. Laddove ritenuto possibile e opportuno, bambini e genitori partecipano insieme ad alcuni incontri con il Servizio sociale e gli educatori: in tal modo si intende garantire l'ascolto dei bisogni del bambino e metterlo nelle condizioni di percepire una vicinanza e comunione di intenti.

Sempre di più il progetto di accompagnamento del bambino viene quindi ad articolarsi in stretta connessione con il progetto e percorso della famiglia di origine. Spesso però alla consapevolezza della forza di questo bisogno non corrisponde una reale disponibilità di spazi e risorse da dedicare a progetti specifici e maggiormente flessibili rispetto alle specificità delle diverse situazioni.

Un altro aspetto rilevante è dato dal fatto che il Villaggio ha il compito di accogliere minori che sono stati allontanati dalle loro famiglie a fronte di gravi difficoltà genitoriali, allo scopo di offrire loro positive situazioni di sviluppo, in vista di un successivo rientro nel momento in cui questa problematicità viene superata.

Per questa ragione l'intervento di tutela, che si concretizza nell'allontanamento del bambino dal suo contesto familiare e nel collocamento in comunità, viene definito come un intervento che si conclude in un tempo definito, stabilito a norma di legge in un massimo di due anni, eventualmente prorogabili. Se l'obiettivo di lavoro è quindi quello di poter riportare il minore all'interno della sua famiglia di origine (salvo decisione contraria del Tribunale per i Minorenni), è necessario che l'intervento degli operatori non si focalizzi soltanto sul dare risposta al bisogno di benessere e di accompagnamento del minore nel suo percorso di crescita, ma altrettanta cura andrà posta nel promuovere e sostenere le capacità genitoriali nella prospettiva di un futuro rientro nella famiglia di origine.

E' con riferimento a queste considerazioni che il Villaggio ha pensato di realizzare al proprio interno un progetto di sostegno alla genitorialità che si propone di sperimentare nuove modalità di lavoro per affrontare il bisogno generale di dare maggiore spazio e maggiore sostegno ai genitori nei progetti di tutela del minore realizzati con collocamento dello stesso presso le proprie comunità.
Il progetto si propone di intervenire su alcune aree ritenute rilevanti:

  • promozione e cura della relazione tra i minori e i loro genitori, garantendo la necessaria protezione del minore e al contempo la possibilità di incontrarsi;
  • salvaguardia del contatto del bambino con l'ambiente di vita precedente al collocamento in comunità o accompagnamento nel riprenderne la frequentazione, quando vi sia stata una interruzione, in quanto luogo in cui affonda le radici la relazione affettiva tra genitore e figlio;
  • sostegno ai genitori che faticano a comprendere le ragioni dell'allontanamento, in modo da sollecitare una maggiore adesione al progetto;
  • valorizzazione della capacità genitoriali residue come elementi da cui partire per favorire una maggior consapevolezza e una maggior fiducia del genitore nelle sue competenze educative e nella possibilità di esprimerle;
  • accompagnamento del genitore nel capire l'importanza di alcuni bisogni educativi e relazionali del minore e nello sperimentare modalità relazionali e comportamenti nuovi;
  • modifica della situazione di isolamento e di marginalità che spesso caratterizzano queste famiglie, favorendo il confronto e la solidarietà tra di loro e una maggiore integrazione con il territorio.


Il Villaggio intende affrontare questi bisogni attraverso la proposta di tre attività che andranno ad integrare quelle che generalmente vengono attivate a sostegno della genitorialità fragile che ha portato all'inserimento dei minori in struttura:

1. accompagnamento educativo dei minori in occasione dei rientri famiglia: possibilità di realizzare delle visite protette presso l'abitazione della famiglia del bambino, anziché presso le comunità familiari del Villaggio;

2. sostegno educativo individualizzato alla genitorialità: sostegno educativo individualizzato del genitore in tutti quegli aspetti, anche molto concreti, della vita quotidiana che si trova ad affrontare nel rapporto educativo con il figlio, attraverso incontri periodici del genitore con l'educatore che lo accompagna nel pensare alla sua relazione con il figlio e nell'acquisire e/o nell'esprimere le proprie competenze educative e relazionali;

3. gruppo di discussione per genitori: nel gruppo di discussione i genitori dei bambini accolti al Villaggio, accompagnati da un facilitatore, hanno la possibilità di incontrare altre persone che vivono una situazione simile per confrontarsi con loro su tematiche connesse all'educazione e crescita del figlio e alla situazione di separazione.

I contenuti proposti nel lavoro con i genitori presuppongono una minima presa di coscienza dei genitori rispetto alle difficoltà familiari e pertanto requisito imprescindibile per l'attivazione del progetto è che non siano presenti nella famiglia gravi elementi di fragilità quali ad esempio problemi psichiatrici o di dipendenza di vario tipo. È necessario infine che il genitore sia interessato e disponibile ad intraprendere il percorso. Alla costruzione di questa motivazione e disponibilità nel genitore concorrono l'intervento dell'Assistente sociale e dell'educatore di comunità nonché la possibilità concreta, per il genitore, di sentire che all'interno del progetto è prevista-richiesta la sua parte attiva.

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