SOS Villaggio del Fanciullo di Trento


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Rapporti con il territorio - introduzione

Rapporti col territorio

Il rapporto del Villaggio con il territorio può essere considerato rispettivamente come un modo di essere e come un obiettivo. E' al tempo stesso un tema complesso: lo snodo attorno a cui va cercato un corretto equilibrio è quello di garantire da un lato che la vita dei bambini e ragazzi accolti possa svolgersi nel modo più “normale” possibile (e quindi evitando anche eventuali etichettature) e dall'altro che il Villaggio non si isoli dal contesto in cui sorge e sia anzi partecipe di un processo di maturazione della comunità. Attorno a questa riflessione si pone successivamente la questione di trovare concrete azioni attraverso cui realizzare questa interazione.

Dal punto di vista del rapporto diretto con il territorio, di un “modo di esserne parte”, fu il fondatore, il dott. Gmeiner, fin dagli inizi della sua opera ad affermarne la necessità: egli voleva innanzitutto che all'interno dei Villaggi non ci fossero quei servizi già presenti sul territorio: i bambini dovevano frequentare la scuola pubblica, la parrocchia, i gruppi e le associazioni dentro i quali trovare opportunità per praticare sport, musica, altre attività. Aggiungeva che i Villaggi dovevano anche fisicamente essere parte dei quartieri in cui erano collocati, aperti, senza recinzioni o altri “segni” che significassero una distanza da essi.


Al Villaggio nel tempo sono stati i bambini ed i ragazzi stessi ad introdurre nella quotidianità i loro amici e compagni, per fare i compiti, per una merenda, per giocare, per festeggiare un compleanno: è altrettanto naturale per loro frequentare queste persone nelle rispettive abitazioni. Alcune iniziative di Villaggio, aperte all'esterno e promosse dal servizio di Animazione (la S. Lucia, la castagnata, la Festa di Natale, il Partitone) accompagnano e sostengono questo modo di interagire. Su questa lunghezza d'onda si collocano anche tutti i rapporti che i bambini hanno con il territorio: la scuola, la catechesi, le attività di tempo libero. La messa a disposizione degli spazi ampi di cui dispone il Villaggio a gruppi esterni per trascorrervi del tempo e fare delle attività completa questa dimensione di appartenenza al quartiere: classi di scuole materne che, nel corso della primavera, trascorrono alcune mattinate nei nostri cortili, classi di scuole superiori che, al mattino, vengono a fare ginnastica utilizzando i nostri campi sportivi, gruppi parrocchiali che, nel corso dell'estate inseriscono nella programmazione dei Grest una giornata da passare al Villaggio, ecc.

Il rapporto con il quartiere e con il territorio vuole essere anche un obiettivo a partire dal pensiero che, se è vero che il Villaggio eroga dei servizi alla comunità, questo non significa che esso debba sostituirsi ad essa totalmente. Va da una parte superata l'idea che, attraverso una sorta di “delega” la comunità possa venir meno ai propri obblighi di solidarietà reciproca e di collaborazione, dall'altro va “utilizzata” in modo propositivo l'esperienza di Villaggio, facendola diventare occasione per promuovere cultura ed attenzione e per costruire reti anche informali dentro il tessuto sociale. Rientrano in questo ordine di pensieri le attività di advocacy, la promozione del volontariato, l'accoglienza di tirocini esterni e gli incontri con scolaresche, la partecipazione a coordinamenti di associazioni, la promozione di incontri con gruppi.


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