SOS Villaggio del Fanciullo di Trento


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Standard Q4C

Metodologia

Quality4children Trento

Nasce dalla collaborazione fra l'Associazione SOS Villaggi dei Bambini Italia e il SOS Villaggio di Trento questa “riscrittura” degli standard “Quality4Children”, un progetto realizzato da tre grandi organizzazioni europee che da decenni si occupano di servizi rivolti a bambini temporaneamente privi di cure parentali adeguate ed accolti in situazioni di residenzialità: IFCO (International Foster Care Organisation), FICE (Federation Internationale de Communautes Educatives) e SOS Kinderdorf International. All'elaborazione di questi standard si è pervenuti attraverso un percorso partecipativo durato tre anni che ha visto coinvolti 163 bambini e ragazzi, 36 genitori naturali, 24 membri della famiglia allargata e 106 operatori provenienti da 33 Paesi europei. Sono stati presentati ufficialmente da Benita Ferrero Waldner, Commissario Europeo per le relazioni Esterne e la Politica Europea di Vicinato.


Riscrittura, si diceva: perché quanto individuato come buona prassi a livello di un territorio ampio come quello europeo, per diventare linea operativa concreta nelle singole realtà territoriali chiede di confrontarsi con le specificità di queste. Nella riscrittura non c'è stata perdita di riferimento al modello generale, ma arricchimento dello stesso.'adozione di espliciti standard che diventino guida per l'ammissione, l'accoglienza e la dimissione di ogni bambino e ragazzo coinvolto in un progetto di temporaneo sostegno extrafamigliare si rende particolarmente opportuna nella realtà odierna in cui crisi economica e qualità dei servizi alla persona sembrano essere due termini in competizione fra loro. E' necessario ribadire al contrario che dentro situazioni finanziarie critiche come quelle attuali ed a maggior ragione per questo i servizi ai bambini ed alle loro famiglie devono rimanere di alto livello. Gli standard vogliono garantire concretamente questo.


Abbiamo avviato questo percorso di analisi e ridefinizione degli standard Q4C con la volontà di renderli il più possibile vicini e coerenti alla specificità del servizio che il Villaggio SOS di Trento offre a bambini e famiglie. Abbiamo voluto dare concretezza, ordine e metodo ad alcuni pensieri, esperienze e buone prassi che negli ultimi anni sempre più hanno caratterizzato il nostro lavoro, anche cogliendo le sollecitazioni via via portate dalla ricerca nell'ambito della tutela e promozione della famiglia. Nel testo che presentiamo si possono riconoscere alcuni temi che si ripropongono in maniera trasversale nelle tre fasi in cui il percorso di accoglienza viene idealmente suddiviso: ci sembra importante metterli in luce, quali chiavi di lettura del documento stesso. Un primo tema è quello della àMentre definisce in modo chiaro i diversi passaggi che vanno ad articolare il Progetto a favore del minore e della sua famiglia, il documento sottolinea e propone una dimensione di forte impegno per tutti gli attori coinvolti. In tal senso si rimanda a una corresponsabilità nel di rete, fortemente evidenziato come necessario per una presa in carico professionale e attenta. Molta attenzione viene posta inoltre alla qualità della , sottolineando la necessità di costruire contesti - fisici e relazionali - rispettosi e attenti ai bisogni e alla condizione del bambino, nel momento in cui occorre dare informazioni importanti sulla sua vita, come accade in particolare nel momento dell'accoglienza e della dimissione, ma anche in tutte le situazioni in cui vi siano delle decisioni importanti da prendere. Da questo punto di vista il bambino è presentato come soggetto competente e attivo, che - tenendo conto della sua età e delle sue personali risorse - va messo il più possibile nella condizione di alla definizione del suo percorso, o comunque di conoscere sempre e se possibile comprendere le decisioni che gli adulti prendono a sua tutela e nel suo interesse.
Abbiamo voluto dar voce ai bambini e ai ragazzi costruendo con loro i laboratori in cui abbiamo raccolto preziosi suggerimenti su come si può arrivare al Villaggio ed essere bene accolti, sugli aspetti che possono rendere migliore la permanenza nelle comunità residenziali e su come è possibile prepararsi a uscire dal Villaggio, a conclusione del proprio percorso. I bambini e gli adolescenti con cui ci siamo confrontati ci hanno portati molto vicini alla loro esperienza, spostando la riflessione anche sul piano delle emozioni che loro vivono, con l’invito di essere vicini ai loro vissuti e di prendercene cura. Per noi questo vuole essere l’inizio di un percorso in cui la partecipazione diventa un obiettivo quotidiano cui tendere, anche come esercizio di responsabilità nella crescita ed educazione dei cittadini di domani, che possano essere il più possibile consapevoli e pronti ad esprimere il proprio punto di vista. Accanto ai bambini ricordiamo con passione le loro famiglie, altro filo conduttore di questo documento: la volontà di costruire un insieme di standard che possano qualificare sempre meglio gli interventi di accoglienza residenziale dei minori nasce anche nella consapevolezza che la partecipazione di cui parliamo è anche la partecipazione della famiglia, nei modi e nei tempi opportuni e possibili, una famiglia a cui vogliamo guardare soprattutto nella volontà di offrire sostegno, accompagnamento, possibilità di crescita e di cambiamento. Desideriamo infine sottolineare come questo documento, e gli strumenti di lavoro che ad esso si collegano, tiene insieme due anime quasi opposte, quella della generalizzabilità di alcuni parametri e quella della flessibilità: mentre vengono definiti degli standard minimi che devono essere rispettati per tutti i bambini, molta attenzione viene parallelamente posta alla necessità di personalizzare gli interventi, di andare vicini alla situazione di ciascuna famiglia, di studiare di volta in volta i passaggi da fare nel costruire delle buone prassi. Da questo punto di vista gli standard che qui presentiamo si pongono come cornice di riferimento e garanzia di qualità degli interventi, senza vincolare e burocratizzare ciò che rimane il cuore di ogni intervento educativo, ovvero la costruzione di relazioni positive e di legami che possano creare sicurezza

La Coordinatrice Pedagogica
Dott.ssa Gianna Fracchetti

Standard 1. Il bambino e la sua famiglia ricevono supporto durante il processo decisionale

Il bambino e la sua famiglia d'origine hanno diritto ad un intervento qualora esprimano il desiderio di modificare la propria situazione di vita o qualora la situazione lo richieda. La sicurezza del bambino e il suo interessesono la priorità. Il bambino e la sua famiglia d'origine sono sempre ascoltati e rispettati. Al momento dell'accoglienza, il Villaggio si informa sul supporto offerto al bambino e alla famiglia nel processo decisionale.

Standard 2. Il bambino è autorizzato a partecipare al processo decisionale

Tutte le parti interessate ascoltano e rispettano il bambino. Il bambino viene adeguatamente informato della sua situazione e incoraggiato a esprimere i suoi punti di vista e a partecipare a questo processo secondo il suo livello di comprensione.

Standard 3. Un processo decisionale professionale assicura la migliore presa in carico del bambino

Tutte le parti direttamente coinvolte nella crescita del bambino collaborano avvalendosi delle proprie competenze. Raccolgono e condividono le informazioni pertinenti al processo decisionale. Se si accolgono bambini con bisogni speciali, un'attenzione particolare deve essere riservata alle loro specifiche esigenze.


Standard 4. Fratelli e sorelle hanno diritto all'accoglienza congiunta

Durante il processo di accoglienza al Villaggio, fratelli e sorelle hanno diritto all'accoglienza congiunta nella stessa struttura e se possibile nella stessa casa. La separazione è prevista solo se ritenuta utile per il loro benessere. In tal caso, i contatti tra fratelli sono sempre assicurati purché non condizionino gli interessati in maniera negativa. Il bambino riceve spiegazioni autentiche rispetto al motivo per cui viene separato dai fratelli e tutte le informazioni rispetto alle modalità di mantenimento dei contatti con loro.


Standard 5. L'accoglienza al Villaggio è predisposta e pianificata in modo adeguato

Una volta decisa l'accoglienza del bambino al Villaggio, questa viene predisposta in maniera accurata pianificando l'avvicinamento in modo graduale e meno traumatico possibile in modo tale da tutelare i suoi interessi e il suo benessere e quelli di tutte le persone coinvolte

Standard 6. Il luogo in cui il bambino è inserito soddisfa i suoi bisogni ed è compatibile con la sua situazione di vita e con l'ambiente sociale da cui proviene

Il bambino cresce in un contesto partecipativo, di supporto, protettivo e affettivo. Si soddisfano questi criteri consentendo al bambino di crescere in un ambiente familiare accogliente, capace di dare risposta ai bisogni emergenti nei diversi momenti della crescita. All'interno del Villaggio il bambino ha la possibilità di costruire un rapporto stabile con gli educatori e di mantenere i contatti con il suo ambiente di vita precedente. Nella casa sono garantiti spazi personali che vengono rispettati da tutte le persone che la abitano.


Standard 7. Il processo di presa in carico è guidato da un Progetto generale d'intervento e dal progetto educativo personalizzato

L'Assistente sociale responsabile presenta il Progetto generale d'intervento elaborato durante il processo decisionale: esso viene periodicamente verificato e sviluppato. La presa in carico del bambino è realizzata secondo gli obiettivi, le risorse e i tempi indicati nel Progetto generale di intervento

Standard 8. Il bambino mantiene i contatti con la sua famiglia di origine

Il rapporto del bambino con la famiglia di origine viene incoraggiato, mantenuto e supportato nei termini previsti nel Progetto generale d'intervento e nel Progetto educativo personalizzato.


Standard 9. Gli educatori sono qualificati e operano in condizioni lavorative adeguate

Gli educatori accedono al proprio ruolo attraverso un accurato percorso di valutazione e selezione. Ricevono successivamente formazione ed aggiornamento in un'ottica di crescita professionale.

Standard 10. Il rapporto dell'educatore con il bambino si basa sulla comprensione e sul rispetto

Gli educatori hanno un'attenzione individuale verso il bambino e si impegnano a costruire con lui un rapporto di fiducia e comprensione. Comunicano con lui in modo trasparente, aperto e rispettoso.

Standard 11. Il bambino ha la possibilità di partecipare attivamente al processo decisionale che interessa direttamente la sua vita

Il bambino viene riconosciuto come “esperto di se stesso”. Per questo gli educatori gli garantiscono un ascolto profondo, che li aiuta ad effettuare una lettura dei bisogni in cui il bambino stesso possa riconoscersi. E' informato, ascoltato e preso sul serio e la sua capacità di resilienza è riconosciuta come risorsa per la sua crescita. Il bambino è accompagnato a riconoscere e ad esprimere i suoi sentimenti e i suoi vissuti.


Standard 12. Il bambino viene accolto in condizioni di vita adeguate

Le condizioni di vita garantite dal Villaggio soddisfano i bisogni del bambino in termini di sicurezza, salute e benessere e favoriscono l'accesso all'istruzione e alla vita comunitaria.

Standard 13. I bambini con bisogni speciali ricevono cure appropriate

Gli educatori sono formati in modo continuo e attento e sostenuti nel rispondere ai bisogni speciali dei bambini accolti.

Standard 14. Il giovane è preparato ad una vita in autonomia

Il giovane è aiutato nella sua crescita nell'ottica di diventare sicuro di sé, autosufficiente e membro consapevole e attivo della società

Standard 15. Il processo di dimissione è pianificato e realizzato in tutte le sue fasi

La dimissione è un passaggio fondamentale nel percorso di accoglienza del bambino in struttura e deve essere pianificata e realizzata in tutte le sue fasi. Essa trova concreto riferimento nel Progetto educativo personalizzato.

Standard 16. La comunicazione nel processo di dimissione è realizzata in modo efficace e adeguato

Alle parti interessate nel processo di dimissione vengono fornite tutte le informazioni pertinenti al loro ruolo, al tempo stesso tutelando il loro diritto alla riservatezza e alla privacy. Al bambino e alla famiglia di origine le informazioni sono comunicate in modo adeguato e comprensibile.

Standard 17. Il bambino ha diritto di partecipare al processo di dimissione

Nella fase di dimissione il bambino\giovane è accompagnato nell'esprimere le proprie opinioni e preferenze rispetto alla sua vita futura. Partecipa alla pianificazione e attuazione del processo di dimissione, secondo l'età e il grado di maturità.

Standard 18. Il bambino riceve il supporto necessario nel primo periodo successivo alla dimissione

Il Villaggio si impegna a garantire che il bambino non percepisca le dimissioni come un nuovo evento traumatico e che possa continuare a sentirsi parte delle relazioni più profonde che ha costruito, mantenendo i contatti con gli adulti di cura. Se il ragazzo ha raggiunto la maggiore età la il Villaggio continua ad offrirgli, se necessario, supporto e l'opportunità di mantenere i contatti con le precedenti figure di cura.


Nel documento che raccoglie gli standard Quality4children, qui riportati nella loro semplice enunciazione, vengono successivamente esplicitate le linee guida di attuazione per ciascuno di essi. Agli standard sono collegate tre procedure formalizzate: per la fase di accoglienza, di presa in carico e di dimissioni-post-accoglienza. Per ogni procedura è prevista specifica documentazione.

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